» San Gian chiede marciapiedi e sicurezza. «

San Gian chiede marciapiedi e sicurezza.

Un maggiore controllo da parte della polizia municipale e la manutenzione dei marciapiedi”.

Tornano a lanciare il loro appello gli abitanti della zona San Gian ai confini con Cambiano.

«Ritorniamo a distanza di oltre un anno, a segnalare per la nostra sicurezza, l’urgenza per la costruzione di marciapiedi, sulla Via Torino, nel tratto tra via S.

Giovanni d’Arena e fino al confine con il comune di Cambiano.

Abbiamo letto con interesse sui precedenti numeri della Gazzetta che il comune si sta attivando per la loro costruzione, auspichiamo solo che i tempi siano brevi.

Chiediamo anche di provvedere al pattugliamento da parte delle forze di polizia del tratto di strada che è molto pericoloso in quanto la maleducazione e l’arroganza di alcuni automobilisti minacciano quotidianamente l’incolumità degli abitanti.

Vogliamo segnalare, ancora una volta, che al semaforo tra via Torino e via S.Giovanni d’Arena, è praticamente inpossibile attraversare la strada.

Molti automobilisti infatti non rispettano il “rosso”».

Ma non finisce qui.

Gli abitanti della zona, cronometro alla mano, rincarano la dose.

«Il tempo di durata del “verde” per i pedoni è insufficiente: circa 8 secondi.

Praticamente si è costretti ad attraversare con il “rosso”.

Questo accade soprattutto nelle ore di punta, tra le 7 e le 8 del mattino e tra le 18 e le 19 - continuano gli abitanti della borgata -
Sono mesi inoltre che facciamo presente come sia indispensabile eseguire opere di manutenzione per il marciapiede esistente sulla Via Torino, nel tratto di strada da via Rocchette a via Esperanto.

In caso di pioggia, infatti, parte di questa strada, così come il ciglio strada, risulta allagato.

Il marciapiede diventa impraticabile ed il pedone rischia di essere investito dagli spruzzi d’acqua prodotti dai veicoli in transito.

La strada è estremamente sconnessa.

All’altezza della via Ley vi sono alcune buche che possono provocare la caduta dei pedoni.

Speriamo che in comune qualcuno ci ascolti e ponga una fine a questo problema».


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