» Al dunque il processo al Sindaco «

La parola, dopo la richiesta di due anni e 6 mesi di reclusione e 300 mila euro di risarcimento danni, ora passa agli avvocati difensori che il 27 ottobre cercheranno di risollevare le sorti del processo contro il sindaco Maurizio Tomeo.

La richiesta del Pubblico ministero Gianfranco Colace non ha avuto la mano leggera nei confronti del primo cittadino, accusato di aver maltrattato e molestato alcune impiegate comunali nel 2002.

Il Pm, nell’udienza di venerdì scorso, ha ricostruito le fasi del processo.

Per il Pm il «quadro emerso in dibattimento è più grave di quello descritto nei capi d’imputazione ».

Così Tomeo per il giudice che conduce l’accusa avrebbe consapevolmente “denigrato, umiliato e offeso” le dipendenti che si sono costituite contro il loro sindaco, non essendosi allineate alla sua volontà.

Morena Varamo e Alfonsa Taffari, dopo quel giorno di primavera del 2002, hanno deciso di farla pagare a quel sindaco troppo irruente nel carattere e nei modi.

L’accusa di “mobbing” non si fa attendere.

Pesante anche la richiesta di risarcimento danni: 300 mila euro.

Per Benedetto Alferi, accusato di aver «aiutato Tomeo a eludere le investigazioni» negando fatti a suo conoscenza, il Pm ha chiesto sei mesi di reclusione.

Le reazioni di Tomeo?
«Fin dal primo momento ho chiesto di andare avanti con il processo, rifiutando l’ipotesi del patteggiamento.
Ciò che dovevo dire l’ho detto in Tribunale, mentre la mia difesa sarà pronunciata venerdì prossimo, 27 ottobre, dai miei avvocati.
Continuerò, come ho fatto fino ad ora, ad amministrare, forte della fiducia che mi hanno dimostrato per ben due mandati, il 51 per cento degli elettori trofarellesi».

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