» Denunciato trofarellese per atti osceni «

Nell’ambito di una azione anti-prostituzione.

Denunciato trofarellese per atti osceni.

Azione antiprostituzione delle forze dell’ordine.

I carabinieri della compagnia di Moncalieri hanno effettuato giovedì scorso un servizio antiprostituzione nelle principali arterie statali e provinciali della zona sud della provincia di torino.

«Allo scopo di frenare il fenomeno del meretricio su strada, che spesso trascende in atti osceni, i carabinieri hanno controllato decine di donne extracomunitarie (africane e est-europee) in varie zone del Carignanese, del Vinovese e sulla direttrice Moncalieri- Villastellone - spiegano i carabinieri -
 
Quattro nigeriane ed una donna di Sierra Leone sono state denunciate perché non hanno voluto fornire i propri documenti di identità.

Le sedicenti T.S.´(classe 1983), O.J.(1983), J.T.(1979) sono state espulse dal Prefetto e gli è stato intimato di lasciare l’Italia entro 5 giorni, mentre T.E.(1985)(che era già stata espulsa in passato e successivamente tratta in arresto perché, nonostante ciò, era stata trovata ancora in Italia) è stata accompagnata al CPT di Torino per attuare l’espulsione con accompagnamento alla frontiera.

Una prostituta nigeriana è stata rilasciata in tarda serata perché aveva fatto domanda di asilo politico ed era dunque in attesa dell’esito del procedimento».

Nell’ambito del servizio è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico un trofarellese.

W.D., classe 1975, è stato trovato dai carabinieri dentro una cabina dell’ENEL dell’alta tensione mentre si appartava con una prostituta di colore.

La cabina (tre metri per tre, tra migliaia di fili in tensione) aveva la porta d’ingresso aperta che dava sul cortile di una azienda: i lavoratori, richiamati dal “desiderio sfrenato” dei due, hanno avvertito i carabinieri per la paura che i due potessero, in uno slancio di passione, rimanere folgorati.

I militari intervenuti hanno trovato al loro arrivo i due ancora in intimità.

Sono in corso indagini per verificare i meccanismi di chiusura della cabina che, dalle prime informazioni, sarebbe diventato nel tempo un luogo d’incontro piuttosto abituale per le prostitute del luogo.

Intanto la proprietà della cabina elettrica è stata invitata ad assicurarne l’inaccessibilità.


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