Cimavilla - una nuvola nera offusca il futuro della struttura per la cura delle malattie mentali “villa di salute”.
Il complesso, in cima a viale della resistenza, che ha festeggiato i suoi cento anni di attività solo poco tempo fa, rischia di chiudere i battenti.
La proposta della chiusura temporanea è arrivata dall’ufficio di vigilanza dell’Asl 8 direttaemente sulla scrivania dell’assessorato regionale alla salute.
La commissione, in seguito ad una visita effettuata nelle settimane scorse, ha contestato alla proprietà la mancanza di manutenzione ordinaria, proponendo la sospensione dell’attività per il tempo necessario ad adempiere alle prescrizioni.
Nell’occhio del ciclone ci sono infiltrazioni sulle pareti, che non sono lavabili, pavimenti sconnessi, porte ed infissi che risultano scrostate ed in stato di scarsa manutenzione, viabilità pedonale non idonea alla circolazione di pazienti psichiatrici, un tavolino arrugginito e delle serre con dei vetri rotti nel giardino del complesso.
Per questa serie di motivi, tutte carenze strutturali e non organizzative, l’Asl ha proposto la chiusura del complesso alla Regione che proprio nei prossimi giorni dovtà pronunciarsi in merito.
«Da parte nostra - commenta il responsabile amministrativo della struttura Anna Demichelis - chiediamo alla Regione di permetterci di sanare questa situazione senza sospendere l’attività lavorativa.
Riducendo sicuramente il numero dei posti letto, per quei padiglioni interessati dalla manutenzione.
Manutenzione che potrebbe essere effettuata a blocchi, non sostituendo con nuovi ricoveri le dimissioni.
Sospendere l’attività significherebbe, poichè non esiste la cassa integrazione, lasciare a casa tutti i lavoratori.
L’ultimo intervento di manutenzione ordinaria è stata fatta nel 2003, in occasione della visita dell’Arpa.
Ad oggi la manutenzione è stata un po’ trascurata proprio in vista di quel progetto di ampliamento che attende il visto dei beni ambientali.
Abbiamo comunque provveduto a commissionare i lavori e da ieri, lunedì 6, gli operai hanno già messo mano allo stabile per iniziare a rispondere alle richieste dell’Asl».
Il municipio ha voluto interessarsi del caso, invitando proprietà e lavoratori ad un incontro che si è tenuto sabato mattina, 4 novembre.
Tre gli obiettivi che si è posta l’amministrazione: «Salvaguardare i lavoratori, circa una sessantina di dipendenti tra infermieri professionali, generici, Adest, Ota e Oss e salvaguardare i livelli sanitari che vede 65 ospiti oggi, ma che sulla carta può ospitare 80 pazienti - commenta il sindaco Maurizio Tomeo - In terzo luogo non vogliamo perdere nessuna possibilità di ampliamento di quella zona, visto che proprio quella zona è stata oggetto di una variante al piano regolatore per l’ampliamento del complesso.
Non vogliamo che quella struttura si trasformi in un cassone vuoto da sostituire con villette, chiediamo inoltre che queste prescrizioni che devono essere rispettate vengano realizzate da parte della proprietà per il mantenimento di un servizio e di una realtà produttiva presente nel nostro paese» conclude Tomeo.
Sul problema entra nel merito anche il consigliere di opposizione Roberto Pairetti con un comunicato stampa.
«Innanzitutto vogliamo sottolineare ancora una volta come sarebbe stato opportuno coinvolgere l’intero Consiglio Comunale visto l’impatto che una simile vicenda avrebbe sul nostro territorio, sui lavoratori ma anche e soprattutto sull’utenza che vivrebbe sulla propria pelle una stagione di considerevoli disagi.
Invece abbiamo dovuto apprendere tutto dagli organi di stampa.
Naturalmente, come centro-sinistra, esprimiamo la piena solidarietà ai lavoratori e saremo al loro fianco.
Nei prossimi giorni ci attiveremo, soprattutto con la Regione, per trovare una soluzione ragionevole e ci faremo interpreti delle esigenze dei lavoratori e degli utenti presenti nell’Istituto di Cura ribadendo l’importanza della “Villa di Salute” sul nostro territorio».
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