Benito Biscuola, 69 anni, in gita verso Sanremo. Muore a pochi metri dall’Ospedale.
Muore, stroncato da un infarto, a 69 anni, a pochi metri dal pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce.
Una tragedia che forse poteva essere evitata? Sono le 6,10 del mattino di domenica 28 gennaio ed il pullman Menini, con a bordo i soci Avis, parte verso Sanremo.
Benito Biscuola, pensionato di 69 anni, aveva in progetto una tranquilla giornata in riviera, magari mangiando il pesce insieme ai suoi compagni di gita.
Subito dopo la partenza con l’Autobus il malore.
Viene chiamato il 118, ma per una serie di malintesi l’ambulanza tarda ad arrivare.
L’autista dell’autobus, su richiesta della moglie di Biscuola, si dirige verso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Croce di Moncalieri.
Parcheggiati in piazza Amedeo Ferdinando l’autista parte per andare a chiedere soccorso.
I guardiani lo invitano a chiamare il 118.
Allora dal pullman scende il presidente dell’Avis Renato Scaglia, va al pronto soccorso.
Chiede una lettiga, ma di barelle al Santa Croce non ce ne sono.
Gli viene consegnata una carrozzella.
Intanto arriva il 118.
I primi soccorsi.
L’ambulanza del 118 carica finalmente Biscuola e lo porta al pronto soccorso.
I partecipanti alla gita dell’Avis sono increduli e scioccati per la vicenda ed i ritardi nei soccorsi ma sollevati per l’arrivo dei sanitari, che potranno aiutare il loro concittadino.
Il pullman riparte alla quindi alla volta di Sanremo.
«Eravamo tranquilli di aver lasciato il nostro concittadino nelle mani dei medici.
La notizia della sua morte ci è arrivata alle 9, quando mi hanno telefonato per dirmi che Benito non ce l’aveva fatta» commenta Renato Scaglia.
L’inchiesta aperta dalla Procura di Torino accerterà se si tratta di malasanità.
Intanto l’ospedale si difende dalle accuse mosse dai familiari di biscuola sulle presunte irregolarità nel soccorrere il loro familiare.
«Da una prima indagine immediatamente avviata su quanto avvenuto domenica mattina ed inerente gli interventi nei confronti del signor Biscuola desideriamo precisare una serie di cose: l’intervento del 118 è stato richiesto alle ore 6 e 17 ed indicava il luogo (Borgo Navile) in cui si trovava un pullman nel quale un passeggero aveva accusato un malore.
Il luogo comunicato alla centrale 118 risulta differente rispetto al luogo in cui effettivamente si trovava il pullman (Borgo Aie – Piazza Failla).
Questa iniziale difformità non ha permesso all’equipaggio del 118 di rintracciare immediatamente il pullman che, spontaneamente, si è diretto verso il Pronto soccorso dell’Ospedale S. Croce di Moncalieri».
L’autista del pullman della Menini Viaggi, va su tutte le furie: «Ho chiesto io i soccorsi. E non avrei mai potuto sbagliare l’indicazione.
Ho detto che eravamo in borgo Aje. Loro, forse, hanno sentito male e mi hanno chiesto di nuovo se eravamo a borgo Navile.
L’ho ripetuto: siamo a borgo Aje. Io, qui, ho il capolinea del bus, figuriamoci se sbaglio su questo». La versione dell’Asl prosegue.
«Non vedendo l’arrivo dell’ambulanza, l’autista percorre a piedi il tragitto che separa Piazza Failla dall’Ospedale Santa Croce (424 metri, in salita), chiedendo aiuto al personale della portineria,
che correttamente consiglia, considerata la distanza del pullman dall’ospedale, l’intervento del 118 o di risollecitarlo.
L’autista ripercorre i 424 metri che separano l’Ospedale dal pullman e decide, affrettato dalla moglie dell’anziano, di raggiungere direttamente il Pronto Soccorso dell’ospedale col pullman.
L’autista, considerata la difficoltà di acceso al Pronto Soccorso (Via Galilei) da parte dei mezzi pesanti, si ferma nella piazza antistante all’Ospedale.
Il capogruppo dell’AVIS, signor Scaglia, si reca direttamente in Pronto Soccorso per chiedere una barella (gli viene consigliata una carrozzina) convinto, come emerge dalle sue stesse dichiarazioni, che i medici del Pronto Soccorso non possano uscire all’esterno.
Si evince, dai primi risultati delle indagini, che egli non si è rivolto direttamente al personale medico e che, pertanto, lo stesso non fosse al corrente del caso.
Quando il signor Scaglia torna al pullman con la carrozzina, l’ambulanza del 118 è nel frattempo già arrivata ed i sanitari del 118 stanno prestando i primi soccorsi - continuano i responsabili dell’Asl -
Secondo i primi elementi rilevati lo sviluppo temporale di quanto accaduto è il seguente: alle ore 6 e 14’viene chiamato il 118.
Alle ore 6 e 36’ avviene il contatto tra pullman e ambulanza 118.
Alle ore: 6 e 45’ il malato entra in pronto soccorso.
Alle ore: 6 e 53’ viene fatta la constatazione del decesso.
È stata richiesta già nella mattinata di domenica da parte della Direzione dell’Ospedale S.
Croce l’indagine autoptica per verificare le cause del decesso.
Dalle dichiarazioni raccolte dai centralinisti in turno, l’arrivo dell’ambulanza del 118 è stato quasi contemporaneo all’arrivo del bus, per cui a nulla sarebbe servito un intervento all’esterno da parte dei medici del Pronto Soccorso.
Questi ulteriori approfondimenti ci inducono a ribadire quanto segue: i medici dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri hanno avuto l’informazione della gravità del caso dalla comunicazione del 118 qualche minuto prima dell’arrivo del paziente al Pronto Soccorso.
Il contatto con la struttura attraverso la portineria è avvenuto nel momento in cui il pullman stazionava in Piazza Failla (576 metri distante dal Pronto Soccorso) e pertanto i centralinisti hanno dato le informazioni corrette all’autista del pullman.
Il presunto ritardo dell’arrivo dell’intervento del 118 è probabilmente stato determinato dalla problematica comunicazione intercorsa tra l’autista e la centrale 118 ed, in parte, dallo spostamento del pullman da piazza Failla verso Piazza Ferdinando.
Per quanto sopra sono destituite di ogni fondamento informazioni che attribuiscono il non intervento degli operatori del Pronto Soccorso esternamente alla struttura stessa e si ribadisce che il pullman non si trovava davanti al Pronto Soccorso, ma distante una prima volta 576 metri e la seconda volta 154 metri.
È stata, comunque, costituita immediatamente una Commissione interna dell’Asl 8 per esaminare e valutare ogni particolare dell’intervento del personale dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri per fare chiarezza sulle eventuali responsabilità che, sulla base degli elementi sinora assunti, non sembrano poter coinvolgere gli operatori».
Intanto prende la parola anche il Sindaco trofarellese Maurizio Tomeo che rilancia la questione dell’Ospedale di zona.
«Questa è l’ulteriore conferma che l’ospedale di zona deve essere realizzato a Moriondo.
Il pullman bloccato nelle strettoie della strada di accesso al pronto soccorso del Santa Croce dovrebbero far capire ai responsabili regionali che il Santa Croce deve essere trasferito il prima possibile in un altra località.
E questa località non deve essere Nichelino.
Cosa succederebbe se per comuni come il nostro si dovessero coprire distanze di trenta chilometri per ottenere un primo soccorso?».