» Vogliamo l'Ospedale di zona «

Trofarello diventa comune capofila per la costruzione di un Ospedale ai confini tra Moncalieri e il proprio territorio.
Un nuovo grande ospedale a servizio dell’intera area sud di Torino.
 
Se ne sta parlando all’interno dell’assemblea della conferenza dei sindaci appartenenti all’asl 8, tenutasi giovedì scorso 12 ottobre.
 
Trofarello ha sposato la strada dell’ospedale all’interno del territorio di Moncalieri, ai confini del proprio comune.

«Insieme agli altri Sindaci dei comuni appartenenti all’Asl 8 abbiamo provato a fare questo ragionamento.

L’ospedale deve essere necessariamente fatto perché l’attuale Santa Croce risulta essere ormai inadeguato alle necessitò della popolazione - spiega il Sindaco Maurizio Tomeo - Per trovare una corretta collocazione occorre esaminare aree che siano ben servite da strade ed infrastrutture.

Ai confini tra Trofarello e Moncalieri abbiamo lo svincolo autostradale con la tangenziale, il Movicentro che trasformerà la zona nella porta d’ingresso a sud di Torino.

Molto dipende da cosa sarà deciso per il futuro del nuovo Ospedale Molinette.

Ma se tutto andasse in porto e l’Ospedale di Moncalieri venisse veramente trasformato in una pronta ed efficiente sede amministrativa dell’Asl, allora la zona a confine tra Moncalieri e Trofarello sarebbe la maggiormente papabile per vedere erigere questo nuovo complesso ospedaliero.

La conversione del vecchio ospedale Santa Croce in sede amministrativa permetterebbe di risparmiare una cifra come 200, 250 mila euro di affitto, cifra che spende attualmente per la sede all’Iperstore.

Oltre al fatto che potrebbe riunire in unico edificio tanti uffici - argomenta il sindaco Tomeo - Dopo aver dato tanto in termini di servizi, con la realizzazione del Movicentro, l’area di interscambio gomma rotaia, ora Trofarello e Moncalieri ma anche altri comuni della zona come Pecetto, Chieri, Carmagnola, Carignano, Cambiano e Santena hanno il diritto di avere dei servizi.

Ripeto: è giunta l’ora di rivendicare un servizio.

Un servizio fondamentale come il d i r i t t o a l l a c u r a della salute.

Un servizio che rivendichiamo in termini di localizzazione strategica e logistica, proprio perché quella zona si presta alla costruzione di un complesso ospedaliero, grazie a strade a percorrenza ad alta velocità ed alla possibilità di avere tanti parcheggi.

Sia chiaro che a livello locale noi puntiamo molto soprattutto su una organizzazione del sistema sanitario nazionale che permetta di concentrare i servizi di medicina di base in un’unica sede.

Una sorta di Casa della salute in cui far confluire tutti i medici di medicina di base.

Un nuovo ospedale ai confini tra Moncalieri e Trofarello svolgerebbe la funzione di “Ospedale di zona”.

Alla proposta di cui io mi sono fatto capofila si è opposto solo il comune di Nichelino su cui si sviluppa l’altra area papabile per questo scopo.

Nichelino però, facendo un ragionamento egoistico, vuole l’ospedale per il proprio territorio non tenendo conto che alla fine si troverebbe a svolgere il servizio per la popolazione di Torino.

Il bacino di utenza dell’area che proponiamo noi invece è ben diversa e prende in considerazione circa 300 mila abitanti di molti comuni.

Quasi la metà dell’area Torino Sud».

Il prossimo passo? «È giunta l’ora di portare questa proposta in Regione all’interno del Piano Sanitario Regionale che è in via di discussione proprio nelle prossime settimane ».


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