Gianni Ruggieri risponde alla lettera di Visconti.
Sinistra imbufalita con la Lega.
LA LETTERA DELL’ASSESSORE VISCONTI SULLA SICUREZZA HA FATTO DRIZZARE I CAPELLI AI RESPONSABILI DELLA SINISTRA TROFARELLESE CHE RILASCIANO UN’INTERVISTA A GAZZETTA. SINTOMO CHE ORMAI LA CITTÀ È IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE.
«Finalmente ci siamo - esordisce l’ex segretario di Rifondazione Gianni Ruggieri - Il buon Visconti ci fa sapere che sono già pronte le liste di proscrizione di “figli e nipoti … devastatori del centro di Torino”! E, tra brevissimo, avremo le “ronde”! Sono talmente entusiasta da proporre pubblicamente la mia candidatura a farne parte. A tal proposito vorrei, però, alcune rassicurazioni. Nessun problema quando si tratta di additare al pubblico ludibrio chi, come la buon’anima di papa Giovanni Paolo II, esortò il nostro Parlamento a promulgare una legge sull’indulto».
Cosa avvenne in quella occasione? «Ricordo che fu applaudito da tutte le forze politiche allora presenti ma, su questo punto, sono anche costretto, ahimè, a segnalare la fallacia della memoria di Visconti: infatti successivamente quella legge fu approvata dall’intera Camera dei Deputati, eccezion fatta per il partito dell’Italia dei Valori, Lega Nord e AN, con 460 voti a favore, 94 contrari e 18 astenuti (i deputati del PdCI). A parziale giustificazione dell’allora partito di Forza Italia, è doveroso rammentare che il voto favorevole fu fermamente condizionato all\'inserimento dei reati di concussione, corruzione, reati fiscali e anche societari tra quelli condonabili, a riprova dell’altissimo e lodevole senso di equità e giustizia di quel partito che, anche dopo aver cambiato nome, persevera nel proporre ed approvare leggi che garantiscano la libertà al proprio capo plurimputato mentre, in compenso, concorre a rendere più dura la vita e inasprire le pene per gli straccioni che, con la loro miseria, osano turbare la serenità degli onesti cittadini. Naturalmente, non ho riserve sulla diagnosi delle cause di inquietudine dei cittadini fatta da Visconti. Salari che si riducono, posti di lavoro che scompaiono, pensioni che vengono dilazionate e svalutate, servizi pubblici sempre più privatizzati e sempre più costosi e inefficienti, scuola che si avvia a tornare elitaria, esistenze sempre più precarie: si, vabbè, producono solo qualche leggera apprensione per il futuro nostro e dei nostri figli. Alla radice di ogni problema, però, ci sono loro: gli immigrati, gli zingari e i morti di fame “che dovrebbero essere molto lontani da noi o almeno in carcere”».
Ruggieri, torniamo al punto? «Il mio bisogno è di rassicurazioni e chiarimenti. Intanto, ci si dovrà occupare soltanto “degli immigrati irregolari dediti allo spaccio e sfruttamento” o anche dei nostri concittadini dediti agli stessi traffici? E oltre agli “zingari che non hanno mai lavorato e sempre rubato”, come comportarsi con i siciliani che sono tutti mafiosi e i pellerossa del West, notoriamente tutti ubriaconi, fannulloni, sporchi, violenti e selvaggi? Ma soprattutto, quando degli uni e degli altri si denunceranno “paladini” e “protettori” come la Caritas e quel giornale sovversivo che è diventato “Famiglia Cristiana”; quando capiterà di sorprendere dei vigili urbani che riempiono di botte il negro di turno; o assistere ad un furtarello nel supermercato da parte del pensionato che, non arrivando alla fine del mese, ha l’assurda pretesa di sopravvivere; o, ancora, sorprendere ragazzi, e non, a scribacchiare sui muri, miserabilmente sfogando in tal modo la propria rabbia per non avere un posto di lavoro o un luogo in cui socializzare, e magari ci scapperanno delle colluttazioni; o in tanti altri casi non difficilmente immaginabili ma la cui elencazione è limitata da ovvi motivi di spazio; insomma, in tutte quelle situazioni in cui ci si troverà di fronte a testimonianze contraddittorie, si potrà fare cieco affidamento sulla totale solidarietà dei membri del gruppo di volontari, dato che condivideranno le stesse idee politiche e le medesime pulsioni? Infine, credo che le adesioni sarebbero ancora più entusiastiche se a questi gruppi si fornisse una prospettiva di sviluppo, anche alla luce delle recenti statistiche, rivendicate dallo stesso Governo, che rilevano un calo della criminalità e, di conseguenza, segnalano un pericolo di potenziale “disoccupazione”. Che so, diventare, ad esempio, delatori, spiando la vita dei vicini, in particolare di quelli che ci sono più antipatici, per riportarne, almeno all’interno del proprio gruppo, usi e costumi contrari al nostro concetto di buona decenza e di ordine. Certo, il massimo sarebbe trasformarsi progressivamente da “ronda” in “squadraccia”. Va riconosciuto, da questo punto di vista - conclude Ruggieri - che le scelte politiche si sono incanalate in una direzione incoraggiante: meno risorse alle forze pubbliche dell’ordine, più spazio agli embrioni di polizia "fai da tè"». |