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Una lettera di Rifondazione Comunista contro le defezioni degli alleati.

Rifondazione chiede scusa ai suoi elettori e scoppia la polemica.

CON UNA LETTERA DI SCUSE AI PROPRI ELETTORI, ANTICIPATA LA SETTIMANA SCORSA SU GAZZETTA SCOPPIA LA POLEMICA. RIFONDAZIONE TIRA LE ORECCHIE AI TRE CONSIGLIERI CON CUI AVEVA INTRAPRESO LA STRADA DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE.

«Sabato 14 Febbraio, durante il consiglio comunale, si è consumato un ulteriore strappo nel gruppo dell’Unione - spiega la lettera di rifondazione a firma del Circolo G. Pajetta di Trofarello - Il primo, ricordiamo, era avvenuto a pochi mesi dall’insediamento della nuova giunta comunale di centro destra con a capo il sindaco Tomeo: il consigliere Barbara Chiara, candidata ed eletta nel gruppo dell’Unione, usciva dal gruppo adducendo come motivazione incomprensioni ed incompatibilità politiche, non rinunciando però alla sua carica di consigliere. Ora anche l’ex capogruppo Pairetti (che nel frattempo si era dimesso da capogruppo pur rimanendo all’interno dell’Unione) ha annunciato ufficialmente, in sede di consiglio comunale, la sua uscita dall’Unione assieme al consigliere Chiara Scalenghe, insieme hanno formato un nuovo gruppo, sempre in opposizione, ma anche loro non hanno rinunciato agli incarichi ricoperti. È certamente lecito cambiare le proprie idee e posizioni rispetto a quelle che si erano espresse ed assunte davanti agli elettori in campagna elettorale, chiedendo loro sostegno, fiducia ed appoggio, ma consideriamo un pessimo costume politico, che alimenta viepiù la disaffezione e la diffidenza dei cittadini, non rassegnare le dimissioni da mandati ricevuti con i voti di tutti gli elettori rappresentati dai partiti presenti nell’Unione. Invece anche questa volta assistiamo ad operazioni ispirate solo da ambizioni personali. Ora basta! Chiediamo scusa a tutti gli elettori di Rifondazione Comunista che, anche con il loro voto, hanno consentito a questi signori di occupare quelle poltrone che adesso non vogliono abbandonare. Chiediamo scusa per aver valutato superficialmente, e proposto al voto, candidati che, alla prima occasione, hanno tradito i programmi liberamente concordati. Consapevoli del difficile compito che deve affrontare formuliamo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo capogruppo Leonardo Di Vizio».


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