» La questione Via Roma «
0 Botta e risposta tra Di Vizio e Visca sulla questione urbanistica.

L'opposizione incalza la maggioranza su via Roma.

LEONARDO DI VIZIO, CAPOGRUPPO DEL GRUPPO UNIONE PER TROFARELLO, ATTACCA LA MAGGIORANZA SULLA QUESTIONE DEI LAVORI IN VIA ROMA

«I lavori che si stanno svolgendo in via Roma per realizzare il canale scolmatore del rio S.Giuseppe stanno creando molti disagi ai cittadini trofarellesi, soprattutto ai commercianti che hanno le loro attività in quelle vie, per realizzare questa opera i cittadini spendono (con le loro tasse) un milione 408 mila euro - esordisce Di Vizio - Contestualmente l’amministrazione ha provveduto a realizzare il Piano di Recupero delle zone interessate dall’opera, permettendo l’incremento delle cubature degli edifici presenti, incrementi superiori al piano casa previsto dal governo. Credendo (forse ingenuamente) di poter dare il nostro contributo, abbiamo chiesto di introdurre nel progetto del P.d.R un idoneo quadro normativo volto a migliorare il livello di qualità ambientale attraverso la realizzazione di edifici bioclimatici o comunque realizzati mediante l’utilizzo di sistemi di edilizia sostenibile, ma le nostre richieste sono state rifiutate per non aumentare il costo di costruzione degli immobili. Allora mi chiedo un’amministrazione deve preoccuparsi di difendere gli interessi degli impresari edili o nelle sue priorità ci deve essere l’interesse per il “ bene comune” ? Allora perché a fronte di un investimento di 1.408.000 € di denaro pubblico, non si ha avuto il coraggio di chiedere la realizzazione di edifici che migliorassero la qualità ambientale, contribuendo alla diminuzione delle immissioni dei gas serra?» Risponde il vicesindaco Gianfranco VIsca.

«Ci risiamo! Intervenire mi diventa difficile dati gli argomenti. Non comprendo perché il soggetto misceli problemi di sicurezza ambientale con leggi regionali e piani di urbanistica locale tra i quali non c’è attinenza - commenta il vicesindaco Visca - Ho già avuto modo di esprimermi sulla malafede e la disinformazione del Consigliere Di Vizio. Mi diventa difficile risponderle perché la mia risposta potrebbe dare la sensazione di un accanimento o di un attenzione nei confronti del soggetto che in realtà per la sua pochezza non merita - spiega Visca - È comunque opportuno stabilire la verità per dovere di informazione nei confronti dei cittadini. Primo: il Piano di Recupero che consente , come dice il suo stesso nome il recupero di edifici ormai vecchi ed in certi casi fatiscenti e disordinati urbanisticamente, contiene indici diversificati a seconda dei comparti e delle difficoltà di realizzazione degli interventi, è stato approvato il 19 maggio 2009 mentre il piano casa è stato approvato dalla Giunta Regionale il 14 luglio 2009. I tempi non sono sospetti e non è stato compiuto alcun illecito! In secondo luogo integrare nelle norme ciò che proponeva Di Vizio nella sua osservazione al PDR, (il quale nella stessa si sostituisce al legislatore) a detta degli esperti ai quali l’abbiamo sottoposta per la valutazione, era come scrivere in un libro di cucina che per far cuocere la pasta bisogna far bollire l’acqua. Ovvero le leggi e le norme sono già dettate e comunque in fase di continuo aggiornamento in funzione dell’evoluzione delle tecnologie, ed ad esse si devono attenere chiunque intenda costruire un edificio sia a destinazione d’uso privata che pubblica.È chiaro che in questo caso, nonostante l’avessimo ben spiegato in fase di approvazione, non viene assolutamente preso in considerazione lo sforzo compiuto nella redazione del piano per dare per quanto possibile una nuova veste al nostro paese. Si prevede l’apertura di nuove strade, una proposta coraggiosa di eliminazione di edifici per creare un nuovi spazi da dedicare all’ uso dei cittadini, la riorganizzazione degli edifici in concomitanza con il rio San Giuseppe, ma ci si riduce non avendo altri argomenti sostanziali alla proposta di riscrittura di norme che altri con maggior competenza hanno già scritto. Dov’è in questo caso la protezione degli interessi dei costruttori? - si chiede il vicesindaco - Terza riflessione: Perché non precisa Di Vizio che il denaro per la messa in sicurezza della zona a valle della Chiesa di San Giuseppe in via Roma è finanziato per circa il 70 per cento da soggetti diversi dai cittadini trofarellesi ovvero CIPE e Regione Piemonte. In questo caso si attua un atto di solidarietà tra contribuenti per mettere in sicurezza una parte di territorio. Tanto è vero che l’opera e gestita interamente dalla SMAT (società sovra comunale che gestisce le acque dalla captazione allo scarico). Noi sappiamo che i commercianti a cui si riferisce sono molto più comprensivi di lui ed hanno apprezzato (pur nel loro patire per il quale ci scusiamo) l’immediata risposta data per alleviare i loro disagi. Difatti il Sindaco ha provveduto mediante l’invio di due telegrammi a chi di dovere, ad imporre la corretta applicazione delle ordinanze di chiusura delle strade - conclude Visca - Perché non dice chiaramente il Signor Di Vizio che a lui ed alla Sinistra che ben rappresenta non glie ne frega un fico secco della messa in sicurezza del territorio! L’aver costruito una vasca di laminazione che rallenta il flusso delle acque, l’aver arginato il rio da Vicolo fontana alla Piazza I° Maggio, costruire questo canale scolmatore delle acque viene ridotto ad un mero pretesto di favoreggiamento ai costruttori».

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