» Mamma denunciata per procurato allarme «

Sentita dai carabinieri è andata in escandescenza.

Mamma denunciata per procurato allarme.

Il sindaco Tomeo: «Il comune si costituirà parte civile». «Non torno indietro. I responsabili pagheranno per questo gesto». Denunciati i responsabili del falso allarme alle scuole medie. La vicenda risale al 7 marzo. Due telefonate al 115 dei VdF.

È STATA INDIVIDUATA L’AUTRICE DELLE DUE TELEFONATE FATTE AI VIGILI DEL FUOCO TRE SETTIMANE FA PER DENUNCIARE IL PERICOLO DI CROLLI ALL’INTERNO DELLA SCUOLA MEDIA LEOPARDI.

Si tratta di una mamma trofarellese che la settimana scorsa è comparsa davanti ai carabinieri per dare una prima spiegazione di quanto ha dichiarato, al telefono dei vigili del fuoco, facendo correre due camionette del 115 alla scuola Leopardi per un attento esame della struttura. Sono volate parole grosse e pare che la donna abbia trattato malissimo il carabiniere che la stava interrogando abbandonando l’ufficio urlando di essere vittima di uno “stato di polizia”.

«Questo episodio è la goccia che fa traboccare il vaso - commenta il sindaco che comunque non si sbottona più di tanto, rifacendosi al segreto istrutturio - I militari dell’Arma inoltreranno la denuncia al magistrato che prenderà le sue decisioni».

«Io non torno indietro sulla decisione di denunciare i responsabili di quella telefonata. La mia è stata una denuncia contro ignoti. Certo è che i vigili del fuoco non possono prendere in considerazione segnalazioni anonime e quindi in qualche modo il responsabile della telefonata che segnalava pericoli di crolli della scuola sarebbe stato individuato - commenta il sindaco Tomeo - C’è un preside, un organo collegiale, quale il consiglio di istituto. Prima di avvertire, senza motivo, i vigili del fuoco, che hanno anche cose più urgenti ed importanti cui pensare, si poteva anche far ricorso a questi canali istituzionali. Ora la signora, i signori o chicchessia risponderanno davanti alla legge per procurato allarme. Sempre che il magistrato lo riterrà opportuno. In questo caso - conclude il sindaco - il comune si costituirà parte civile e se la giustizia farà il suo corso i responsabili risponderanno anche economicamente per i danni fatti alla collettività».

Il fatto risale al 7 marzo, quando il preside viene avvertito dalla scuola che i Vigili del fuoco sono a scuola a seguito di due telefonate. Il preside corre a scuola dove i vigili del fuoco gli comunicano di aver ricevuto due telefonate in cui si denunciava la grave insicurezza dell’edificio scolastico di Via XXIV Maggio, 48, ritenuto a rischio di crolli. Il preside Antonio Palmas mette a disposizione dei vigili del fuoco il “Piano dei Rischi” della scuola, i documenti inerenti le certificazioni statiche e sanitarie e le chiavi di tutti i locali. Tutta la scuola viene controllata ed infine i vigili del fuoco chiedono di salire anche sul tetto per controllarne lo stato. Dopo circa tre ore, finiti i controlli, gli agenti lasciano la scuola confermando al preside e al Vicesindaco Visca, la totale sicurezza dell’edificio scolastico e l’infondatezza della denuncia telefonica.

Il preside, dopo la visita, commenta a caldo la vicenda: «È triste riconoscere il livello di sfiducia di alcuni genitori, pochi in verità, nei confronti dell’Istituzione scolastica e di chi la dirige. Alcuni genitori “ignoranti e presuntuosi”, pieni di paure e fobie, si improvvisano ingegneri, architetti e Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione e senza ascoltare nessuno, creano “ingiustificato panico” negli altri genitori e all’interno della scuola, fomentando un clima di sospetto».

Il sindaco aggiunge: «Ben venga la visita dei vigile che ha fugato ogni sospetto e paura. Ma le strade dovevano essere altre. Ora per le medie aspettiamo di spendere 350 mila euro per lavori al fine di ottenere il certificato prevenzione incendi».


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