» La cooperativa agricoltori contro le leggi sul latte «

Il presidente Marco Biino risponde all’obbligo di esporre i presunti pericoli del latte.

La cooperativa agricoltori contro le leggi sul latte.

Si fa del terrorismo alimentare che colpisce anche i piccoli produttori locali.

LA COOPERATIVA PRODUTTORI AGRICOLI DI TROFARELLO SI RIBELLA CONTRO LE PRESE DI POSIZIONE SUI PRODUTTORI DI LATTE.

«Ormai, in agricoltura, siamo abituati a subire danni da un terrorismo alimentare sconsiderato che nasconde soprattutto interessi si ogni genere e natura - tuona Marco Biino, presidente della società agricola cooperativa di Trofarello - Prima i bovini, poi i suini, i polli. Per non parlare della verdura e della frutta e di tutti gli altri generi di nostra produzione, quasi sempre però prodotte da altre parti d’Europa o del Mondo. Quindi merce a rischio d’importazione che hanno nulla a che spartire con le nostre produzioni nazionali e soprattutto locali super controllate dagli enti predisposti ma che subiscono le conseguenze nella distribuzione e nei consumi da parte dei cittadini allarmati dalle notizie. Ultimo attacco, di questo effettivamente si tratta, è quello dei caseifici, rivolto ai distributori automatici di latte crudo installati dalle aziende agricole produttrici. Un decreto impone l’obbligo di affiggere in rosso sui distributori l’annuncio di bollire il latte, con l’unico obiettivo di convincere i consumatori a non comprarlo più. Se invece si fossero preoccupati di elargire ai produttori, loro fornitori, un prezzo più decoroso e dignitoso alla stalla e a non modificare più di tanto il prodotto a acquistato, i produttori stessi non avrebbero avuto la necessità di installare i distributori. Noi consumatori non avremmo mai gustato il sapore del latte appena munto alla stalla e beneficiato delle sue proprietà organolettiche a rafforzo delle difese immunitarie. Bisogna notare - conclude Biino - che queste aziende sono soggette a controlli supplementari rispetto a quelle che conferiscono all’industria sia nelle aziende sia ai distributori stessi. Il provvedimento ha solo sortito l’effetto di allarmare i consumatori che, in realtà, consumando latte crudo, corrono l’unico rischio di essere più robusti e di stare meglio».


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