» La Cassazione decide su Tomeo «
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Il sindaco è stato anche operato al cuore: «L’angioplastica è il frutto della tensione».

La Cassazione decide su Tomeo: il processo è tutto da rifare.

Dopo sette anni, il terzo grado di giudizio chiude la questione e rimanda le carte all’Appello.

IL PROCESSO CONTRO IL SINDACO TOMEO È TUTTO DA RIFARE. LO HA DECISO LA CORTE DI CASSAZIONE ALLA LUCE DEGLI ELEMENTI PROCESSUALI. TOMEO, SECONDO IL PRUCURATORE DELLA CASSAZIONE, NON HA COMMESSO QUEL REATO. DOPO SETTE ANNI ESATTI DALL’INIZIO DEL PROCESSO, IL 20 MAGGIO, IL PROCURATORE DELLA CORTE DI CASSAZIONE HA CHIESTO CHE LA SENTENZA EMESSA IN SECONDO GRADO CONTRO IL SINDACO MAURIZIO TOMEO VENISSE ANNULLATA.
 
«In pratica la Cassazione ha sposato la mia tesi difensiva secondo cui il Sindaco di un paese non esercita un potere assoluto come può essere quello esericitato da un datore di lavoro. Il sindaco non ha l’elemento della titolarità. Non può quindi esercitare un reato come quello che mi era stato attribuito, quello dei maltrattamenti. La Corte di Cassazione ha quindi ritenuto opportuno annullare la sentenza e rinviare nuovamente tutto alla corte di Appello in modo che il processo venga rifatto».

La Cassazione ha dunque annullato la sentenza ed ora non resta che tornare davanti la Corte d’Appello che dovrà riformulare il giudizio alla luce delle decisioni della Cassazione.

«Per me è una bella vittoria. Il secondo grado di giudizio mi aveva liberato dall’accusa infamante di molestie, ritenendomi responsabile solo dell’accusa di maltrattamenti - commenta il sindaco Tomeo - Oggi il terzo grado di giudizio eslude anche questo reato, dichiarando illegittima la dedisione della Corte d’Appello. Dopo sette anni e cinque giorni finisce un incubo. Ho voluto andare a processo, rinunciando al patteggiamento. Non ho mai cessato di credere nella giustizia. Tutto ciò che ho fatto è stato fatto nel nome e nell’interesse dei citttadini. Un percorso di sette anni che mi è costato in salute, un intervento di angioplastica al cuore, durante le passate vacanze di Pasqua, ed in denaro: 22 mila euro tra previsionale e spese legali della controparte e altrettanto per i miei legali. Nonostante tutto ho sempre pensato che il processo avrebbe fatto luce sulla verità».


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