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Chiara Bertola e Alberto Bronzino intervengono nel dibattito.

Il dibattito politico si accende sulle alleanze tra i partiti.

IL TAM TAM POLITICO INIZIA A DARE I PRIMI SEGNI. CON IL VOTO DEL BILANCIO PREVENTIVO 2010 E LE RELATIVE DICHIARAZIONI DI VOTO È INIZIATA UFFICIALMENTE LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2011.

Da tempo, anche se tutti lo negano, gruppi e partiti politici si stanno muovendo per stringere le proprie alleanze con cui presentarsi alle amministrative del prossimo anno. Nel dibattito politico sorto sulla dichiarazione di voto che l’ex capogruppo de L’Unione, oggi capogruppo del Patto per Trofarello, ha reso dopo il voto favorevole al bilancio dell’amministrazione Tomeo, politici attivi ed in disarmo espimono la propria opinione sulla qustione dei partiti e l’amministrazione locale. In quest’ottica anche Chiara Bertola e Alberto Bronzino, qualche tempo fa, protagonisti della sinistra trofarellese, hanno espresso il desiderio di dare il loro contributo al dibattito.

«Siamo tra quei trofarellesi che nel 2006 hanno votato con piacere per “Pairetti sindaco” e per la lista che lo presentava. Da tempo lontani dalla politica attiva, che pur ci ha visto protagonisti, in quel periodo e per lungo tempo non siamo stati iscritti ad alcun partito, ma siamo stati comunque sempre in piena indipendenza dalle indicazioni delle cosiddette segreterie ed in totale autonomia rispetto a qualsiasi vincolo ideologico - spiegano Chiara Bertola e Alberto Bronzino - Siamo rimasti molto colpiti dalla polemica sorta a margine della votazione sul bilancio comunale, e pensiamo che essa, così come le valutazioni espresse dal signor Pairetti nella sua dichiarazione di voto in ordine al rapporto con i partiti a livello territoriale, non sia riducibile a “contrasti personali o di paese”, ma vada a toccare alcuni punti importanti del funzionamento della democrazia».

Volete spiegarvi meglio? «Certamente. Questi punti, sommariamente, possono così essere riassunti: quale ruolo hanno i partiti nelle elezioni, in particolare comunali e come si caratterizzano le liste civiche rispetto ai partiti tradizionali; quale autonomia ha un eletto rispetto a “partiti ed ideologie”. In primo luogo, l’autonomia di un eletto in consiglio comunale come in parlamento è totale: lo stabilisce e lo tutela la Costituzione. Questo è un principio fondante della democrazia. In secondo luogo, il voto non lo danno certo i partiti, ma solo i singoli cittadini, nel segreto dell’urna. Ma nel presentarsi i candidati chiedono la fiducia dei cittadini appoggiandosi e riferendosi per lo più alla fiducia che partiti, associazioni, gruppi che si esprimono in liste civiche, hanno già conquistato tra gli elettori».

Qual è il rapporto tra l’autonomia ed il legame con i partiti? «Il rapporto tra l’autonomia ed il legame con i partiti, è molto delicato ed affinché la democrazia sia vitale è necessario che sia sempre chiaro e trasparente. Invece vediamo sempre più spesso emergere altri aspetti nella vita politica: personalismi esagerati, programmi elettorali ridotti a elenchi da spuntare come la lista della spesa, problemi drammatici dei cittadini cancellati dal dibattito politico sempre più ridotto a voto “plebiscitario”, di schieramento».

Questo in un discorso generale. Ma secondo voi come ha funzionato tutto questo a Trofarello nelle elezioni del 2006 per quanto riguarda il centro sinistra? «Normalmente, esattamente come per le altre liste. In particolare il signor Pairetti, presentandosi quale candidato sindaco, ha dichiarato correttamente la sua “adesione alla Margherita”, chiedendo per sé e per la lista che guidava il voto dei cittadini, a partire da quelli che si riconoscevano nei partiti di centro sinistra. Con lui si sono presentati iscritti e non iscritti ai partiti. Insieme, i candidati ed i partiti che li sostenevano, hanno proposto un programma nel quale molti, come noi, si sono riconosciuti».

E allora ha sbagliato il signor Toso a ricordare, come è avvenuto, questo normalissimo passaggio della vita politica della città? «Certo che no, ed il signor Toso ci sembra lo abbia fatto con assoluta onestà e trasparenza. Noi che abbiamo votato per “Pairetti sindaco” l’abbiamo infatti fatto in piena autonomia, essendo ben chiaro che il signor Pairetti era apertamente sostenuto dai partiti di centro sinistra. E allora forse sarebbe tutto più semplice se Pairetti dichiarasse che, nel tempo, ha cambiato idea, di non riconoscersi più nelle scelte di allora, nei partiti cui aderiva e a cui chiedeva sostegno, nella valutazione dei risultati dell’amministrazione Tomeo rispetto ai quali proponeva una alternativa, nel programma elettorale presentato. E riconoscesse serenamente che i cittadini che l’hanno votato lo hanno fatto sulla base di quel programma, condividendone le proposte, ed apprezzando la volontà dei partiti di centro sinistra di unirsi tra loro e di aprirsi anche alla partecipazione di singole persone attive nella vita del paese. Lo hanno fatto sulla base di quell’ "appartenenza culturale e valoriale" che costituisce la base per l’adesione a un partito, a un programma elettorale, ad una proposta di governo del comune. È così che tra il candidato sindaco Pairetti e chi l’ha votato è nato un patto di coscienza, di coerenza e di lealtà. Patto che, come abbiamo già detto, vincola solo “eticamente” il signor Pairetti. Infatti Pairetti ha tutto il diritto, costituzionalmente sancito, di cambiare idea. Ma ha anche il dovere di ricordarsene e di dirlo, dovere di chiarezza e trasparenza, dovere di coscienza, morale, politico, e, per il sentimento religioso a cui costantemente si riferisce, anche cristiano. Certamente non lo voteremmo più, ma potremmo riconoscerne l’onestà intellettuale».


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