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Intervista al Consigliere del gruppo misto.

Barbara Chiara risponde alla lettera di Rifondazione.

IL CONSIGLIERE BARBARA CHIARA RISPONDE ALLA LETTERA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA. TIRATA IN BALLO DA UN’ANTICIPAZIONE DELLA SETTIMANA SCORSA IL CONSIGLIERE BARBARA CHIARA È ANDATA SU TUTTE LE FURIE PER ESSERE STATA TIRATA PER I CAPELLI IN UNA DISCUSSIONE A DUE ANNI DALLA SUA USCITA DI SCENA DAL GRUPPO DE L’UNIONE.

Quali sono impressioni in merito alla lettera provocatoria di Rifondazione? «Con sincero distacco ho appreso che io e il caro collega Roberto siamo i grandi “traditori” di Trofarello. Mi viene da sorridere anche perché paradossalmente sono vicina a Rifondazione».

Mi spieghi meglio, che intende per “vicina”? «Sono vicina a Rifondazione nel senso che, due anni fa ho provato ciò che forse solo oggi loro riescono a sentire, ovvero delusione, rammarico e rassegnazione per una politica che prometteva ma mai manteneva. Come già ampiamente detto a suo tempo, la mia scelta di passare al Gruppo Misto è dipesa proprio dall’immobilismo dell'Unione. Le promesse, i programmi, le linee base della campagna elettorale sono state fin da subito disattese.Infatti già nel lontano marzo 2007 (cfr. il Corriere di Moncalieri e il Mercoledì) avevo scelto di lasciare l’Unione per continuare nel più scrupoloso e assoluto rispetto del mio ruolo istituzionale che tuttora ricopro e che le istituzioni mi permettono di ricoprire. Non ho mai lasciato morire la mia idea politica per il lassismo che mi circondava. In questi due anni dov’è stata Rifondazione? Si ricorda solo oggi il mio nome perché Pairetti e Scalenghe lasciano l\'Unione per creare un nuovo gruppo politico? Mi consenta, me lo lasci dire, io ho tutelato i miei 120 elettori con un gesto forte e rischioso, ho tutelato la “poltrona” dalla subdola logica degli scambi».

In che senso? «C’è poco da aggiungere. Chi ha orecchie per intendere, intenda. Non mi sono mai piaciute le provocazioni senza un fine. D’accordo che siamo alla vigilia di campagne elettorali ma le Amministrative di Trofarello sono ancora lontane. E’ anche vero che per comprendere il loro exploit giornalistico basta osservare la loro situazione politica. Anche quella a livello nazionale. L’unico modo per uscire dall’anonimato è puntare alla provocazione, alle accuse gratuite, al colpo sensazionale».

Crede che Rifondazione si senta ” vittima” del sistema? «Fossi un elettore di Rifondazione non vorrei le loro pubbliche ammende ma mi chiederei come mai perché ciò che è nato da un partito dalle radici profonde, storico, frutto di "resistenze" sia sprofondato nel dimenticatoio politico. Mi domanderei come mai molti militanti di sinistra abbiano preferito appoggiare partiti che con la tradizione di sinistra non “ci azzeccano” per niente. Più che a pensare alla “prelibata” poltrona, fossi in loro, mi dedicherei ad occupare altri lidi lasciando da parte propaganda del tutto gratuita e decisamente fuori luogo».

Cosa si aspetta ora? «Per lo meno educazione politica. Sono uscita dall’Unione senza clamori, socchiudendo la porta senza sbatterla. Gradirei quindi che anche gli altri facciano altrettanto. Utilizzare il mio nome e quello di egregi colleghi non mi sembra il modo più corretto per attirare le attenzioni. Per concludere, al di là del naturale gioco delle parti, faccio i miei più sinceri auguri a Leonardo Di Vizio sperando che il suo nuovo ruolo lo porti a raccogliere ciò che merita».


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